RIPENSARE MARX

ANTIEGEMONISMO E NUOVE PROSPETTIVE DI LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO

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martedì, 23 ottobre 2007

DINOSAURI IN DELIRIO dalla Redazione di “COMUNITA’E RESISTENZA”

Riceviamo e pubblichiamo [NDR, ricordiamo che non necessariamente le opinioni espresse negli articoli scritti da terzi che appaiono sul blog ripensaremarx sono condivise dalla redazione. Tuttavia, in questo caso, le cose dette dagli amici di Comunità e Resistenza ci trovano sostanzialmente d’accordo]

 

Non è facile rispondere ad articoli come quello uscito nell’ultimo numero di “Contropiano” di settembre 2007 dal roboante titolo “A VOLTE…… RITORNANO” non perchè l’articolo in questione sia di buona levatura, ma per il motivo opposto, per la sua penosa redazione che lo colloca indubbiamente tra l’immondizia degna di un settimanale di gossip.

 

L’articolo, mettendo insieme tutto e il suo contrario, ha la chiara intenzione tra un richiamo a Grillo e un’invettiva alla distruzione che questa società opera contro la buona e sempre valida “coscienza di classe”, di mettere sotto accusa chi da anni si muove per rimuovere le incrostazioni  che proprio chi si autoelegge unico custode ed interprete dell’autentico pensiero marxista , ha sparso a piene mani sulla possibilità di dare nuovo slancio ad un’idea comunista .

 

Di qui l’articolo si distingue per una serie di autentiche “perle” come quella in cui si afferma da parte dell’anonimo estensore che riconoscere che la dicotomia destra/ sinistra sia ormai politicamente obsoleta nella fase attuale , cosa peraltro dovuta proprio all’osceno comportamento della sinistra governativa e non , sia indice di essere in qualche modo “anticomunisti” associando il termine “sinistra “ a quello di “comunista”.

 

Ora se non ci fosse da ridere bisognerebbe chiamare la neuro per un affermazione del genere che neppure il più ignorante “velinaro” si sentirebbe di sottoscrivere. Forse l’autore ignora che i due termini non sono mai stati storicamente assimilabili o sovrapponibili, oppure dobbiamo pensare che “Contropiano” si riconosce in questa sinistra di oggi, a onta della “purezza di classe” ostentata ad ogni piè sospinto nella Rivista e sul sito?

 

Ma andiamo avanti con il gossip: l’articolo mettendo tutto nel pentolone e rimestando per bene, oltre a citare i soliti “dossier” che circolano su Internet dal 2003 ad oggi, tutti ampiamente sbugiardati perchè anch’essi frutto della solita mania stalinista di vedere nemici ovunque, se la prende con “l’ideologia comunitarista” rea di essere il luogo fisico e geometrico della congiunzione di chi oltrepassando la dicotomia destra /sinistra si trova poi in una fantomatica “zona grigia” dai contorni oscuri e quasi danteschi….

 

A parte la smania “cromatica” dell’autore che sembra scrivere un feuilleton d’epoca , quest’ uomo non ha capito un beneamato… primo perchè non esiste nessuna “ideologia comunitarista” essendo il Comunitarismo una corrente filosofica  che vede oggi in Costanzo Preve uno dei suoi migliori interpreti  italiani e soprattutto perchè esso in politica è lo spunto di premessa teorica di un Comunismo delle Comunita’ che lo dice il nome stesso ( Contropiano va aiutata un pochino  a comprendere come i lettori intuiranno…) non è certo di “sinistra” ma fieramente Comunista.

 

Guarda caso l’editoriale dell’ultimo numero di “Comunita’ e Resistenza” rivista che si ispira a questo filone di pensiero è dedicato proprio alla lotta di classe ed ad una sua nuova possibile declinazione, ma deve essere sfuggita agli occhiuti redattori di “Contropiano” come del resto deve essere loro sfuggito il crollo del Muro di Berlino e quello dell’URSS  per cui la “classe “non è piu’ quella di 30 anni fa. Ma tant’è…la cosa non ci meraviglia.

 

Ci meraviglia, invece, che questa Rivista si faccia oggettivamente “cane da guardia” della sinistra rinnegata che dice ufficialmente di criticare aspramente, prendendosela con i pochi marxisti seri che ancora non abbiano abiurato per un posto nei TG di Berlusconi, e che cercano una via d’uscita praticabile che si traduce in analisi che nulla concedono al passato ma che cercano, a differenza dei “custodi della sante reliquie” , una prospettiva per il futuro.

 

Ci vuole poco per capire i fenomeni, cari  animatori di “Contropiano” basta leggere , le teorie e i blog di La Grassa o di Preve, la Rivista “Comunita’ e Resistenza” per comprendere come il vostro delirio, oltre ad essere un emerita perdita di tempo da parte vostra , sia  rivolto contro chi vuole una ventata di aria nuova e non abbia nessuna intenzione di giacere a vita nei “mausolei del pensiero”.

 

Quindi, fatevi capaci , non ci fate perdere altro tempo nel dover commentare i vostri “copia-incolla” che non dicono nulla , se non suscitare paure demonizzanti in quei pochi che vi leggono e avrebbero diritto ad una maggiore serietà di analisi e di informazione da parte vostra , perchè qui di “mostri” anzi di “dinosauri” ci siete solo voi con la  vostra pretesa di “demonizzare” ogni anelito di speranza, in quanto, parliamoci chiaro, a seguire la vostre “presunte ortodossie” si finisce solo nel “cimitero degli elefanti “ a fare la “guardia rossa” della sinistra del PD.

postato da: RIPENSAREMARX alle ore 11:14 | link | commenti (1)
categorie: contropiano
lunedì, 22 ottobre 2007

IL “CREPUSCOLO” DEI MORTI VIVENTI (di G.P.)

(sull’articolo “A volte… ritornano” apparso sulla rivista Contropiano)

 

Negli ultimi giorni si sono verificati alcuni attacchi molti strani e “speculari” (se non addirittura concordati, data la tempistica eccessivamente coincidente delle invettive rese pubbliche da questi gruppi) contro una sedicente “zona” o “area” grigia di rossobrunismo che starebbe infiltrando “la rivoluzione” (ma come, c’è la rivoluzione? avrebbe detto il beffardo Gaber) con lo scopo di depotenziare la validità di un fantomatico punto di vista di “classe”. In realtà, si tratta dei soliti morsi da morti viventi provenienti da certi ambienti “passatisti” i quali, nell’ossificazione della scienza marxista, trovano ancora midollo da spolpare per riprodursi, perlomeno, come casta che guadagna credito editoriale. Eppure, noi che proveniamo dalla stessa tradizione marxista, abbiamo mostrato gentilezza nei loro confronti ed interesse per il loro lavoro, consci come siamo di trovarci in una fase molto difficile, all’interno della quale è forse possibile fare alcune ipotesi teoriche (per il breve periodo) ma senza avere l’assurda pretesa di sistematizzare un impianto “dottrinale” valido per le “osterie del futuro”. Qui uso impropriamente la prima persona plurale ma dovrei utilizzare la terza singolare, in quanto, in verità, il merito di questi tentativi di svecchiamento del marxismo (a partire dal sopravanzamento teorico del conflitto Capitale/Lavoro che è rispondente ad una logica redistributiva più che alla sovversione tout court dell’ordine costituito) è soprattutto di Gianfranco La Grassa, un signore che meriterebbe certo più rispetto da parte di questi inutili inquisitori, per la sua storia personale e intellettuale. In primo luogo, non si può criticare qualcuno non prendendosi nemmeno la briga di leggere quello che scrive e, soprattutto, sarebbe il caso di prestare maggiore cautela prima di confondere una proposta politica seria ed argomentata con la mera riproposizione di vaniloqui liquidazionisti o, peggio ancora, parafascisti. Da questo punto di vista è davvero dilettantistico far coincidere una “finzione teorica”, qual è quella della Terza Forza, con un’assonanza (la Terza Posizione) che rimanda al recente passato eversivo (di estrema destra) della storia italiana. Si tratta di un’operazione moralmente sporca e intellettualmente deprecabile, che serve solo ad innalzare un muro di paralogismi a tutela di posizioni e di categorie ormai vetuste e indifendibili (perché non spiegano più nulla dell’attuale formazione globale capitalistica). Ma andiamo per ordine. Secondo i suddetti inquisitori ci sarebbe una tendenza modaiola nella perorazione di un (necessario, almeno per noi) superamento delle categorie politiche di “destra” e di “sinistra”. Errato! Qui si vuole solo ristabilire una verità storica inconfutabile, e cioè quella che i comunisti, da che mondo è mondo, non sono mai stati di sinistra.  Anzi, i comunisti hanno sempre disprezzato questo luogo di sintesi nefasta delle contraddizioni di classe, dove il peggior revisionismo borghese è riuscito a sussumere e neutralizzare le istanze di cambiamento sociale delle classi sfruttate. Invece, da tale bestialità questi signori ne traggono addirittura un’equazione (sinistra=comunista) la quale non fa altro che attestare la loro incapacità di uscire da certi schemi stantii che olezzano di vecchiume quanto la loro ortodossia. Inoltre, la preservazione del loro “punto di vista di classe” è solo lassallismo puro, perché era Lassalle e non Marx a sostenere che di fronte alla classe operaia tutte le altre classi sono reazionarie. E così che, ancora una volta, come diceva il grande Bettelheim, laddove mancano i concetti arrivano le parole. Un fiume di parole sulla “mutazione genetica” derivante dal prevalere di una concezione spettacolarizzata della società e sulla visibilità mediatica che soffoca i contenuti realmente rivoluzionari ecc. ecc. Naturalmente, lorsignori che hanno capito tutto della sussunzione comunicativa e della de-ideologizzazzione odierna (che è solo una delle tante ideologie performative di questa fase capitalistica) pretendono di salvarci tutti quanti con il ritorno ad un primigenio ordine religioso, quello dell’immutabilità del verbo marxiano. Ma per essere più accattivanti condiscono l’ortodossia con il registro linguistico situazionista, ed ecco che spunta la frase ad effetto: “il potere è quasi autistico e un potere fine a sé stesso che si identifica solo col proprio dominio, senza dialogo e reazione col mondo esterno (…) ammette solo l’immagine (sottolineatura mia) che vuole dare di sè” ecc. ecc. Indubbiamente una bella frase che serve a sorreggere la loro argomentazione ma che dice poco sull’attuale articolazione del potere capitalistico. Insomma, vedrete che fra 100 anni questa frase stimolante manterrà ancora tutto il suo fascino perchè, come dire, la sua forza sta nell’essere talmente assoluta da segnare una distanza incolmabile (un’impossibile determinazione a causa della sua natura metafisico-culturale) rispetto alla temporalità delle umane questioni.

Questa è la parte più alta della vostra invettiva perché subito dopo si arriva al grande calderone delle posizioni rossobruniste nel quale fate rientrare un po’ tutti quelli che non la pensano come voi. Non parliamo poi del “documento” dei CARC che ha trasformato un singolo individuo (il comunitarista Neri) in una categoria del pensiero per sferrare un attacco verso terzi (e qui non entro nella tenzone perchè il campo antimperialista si difende benissimo da solo). Non voglio prolungare la polemica perché davvero non ce n’è bisogno, ma da questa diatriba viene fuori un’urgenza improcrastinabile: una lotta anticapitalistica seria, condotta su basi teoriche nuove  non potrà fare a meno di sbarazzarsi di tutti i fantasmi del passato,  siano essi rossi o neri.

Infine, certe accuse pesanti andrebbero firmate, ci si dovrebbe assumere sempre la responsabilità di quello che si dice, altrimenti si è solo persa un'altra occasione per tacere. Se fossero stati più attenti, questi di Contropiano, avrebbero visto che sulla rete (Indymedia) si parla di loro come  nazisti. Al mio paese si dice che chi sputa in aria si sputa da solo.

postato da: RIPENSAREMARX alle ore 07:37 | link | commenti (1)
categorie: contropiano
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